mercoledì 19 febbraio 2014

Il Gruppo dei giovanissimi e i suoi animatori

Di seguito propongo una riflessione di una animatrice. Che gioia leggerla.

Il Gruppo dei giovanissimi e i suoi animatori

Da poco piu' di due mesi mi “ritrovo” (con grande gioia) ad essere, insieme a mio marito, animatrice di un gruppo di ragazzi che va dai 17 ai 19 anni circa.
Stiamo parlando di una ventina di ragazzi e ragazze...ognuno con i suoi problemi, le sue debolezze ed i suoi dubbi...dubbi e problemi che stiamo cercando di appianare e risolvere. Il nostro compito, visto che siamo in totale 3 animatori, è quello di aiutarli, ascoltarli, capirli, e cercare di poter appianare i loro dubbi. Non parliamo solo di religione, ma anche di quegli interrogativi che la vita a volte gli propone, poiché non è facile alla loro età capire il senso delle cose, dell'amicizia e anche solo dello “sbagliare per imparare”. Cerchiamo con questo di ascoltarli e guidarli.
Ci ritroviamo una volta alla settimana per una cena in parrocchia, per la gioia dello stare insieme...per parlare e conoscerci sempre meglio!
Ma il cammino più importante che stiamo facendo è quello dei “sette segni”.
Alcuni di loro hanno fatto le “dieci parole” ; per loro il cammino dei sette segni è sicuramente in discesa avendo già avuto un cammino di questo tipo, ma per tutti gli altri (che sono la maggior parte) è stato tutto nuovo. Se da prima non sapevano cosa fosse una “scrutazio” adesso, dopo aver fatto capire loro il modo di aprire e leggere la bibbia, adesso non hano piu' molte difficoltà a capire come fare. La prima volta che ci siamo ritrovati a fare una scrutazio abbiamo cercato di spiegargli come poter arrivare a trovare, all'interno della bibbia, il loro “passo”...ovvero quello che per loro, ognuno di loro singolarmente, potesse esprimere quel segno.
Per esempio quando abbiamo parlato del “lettuccio” dell'infermo che era li' da tutta la vita, abbiam cercato di arrivare a fargli capire cosa fosse per loro “il proprio lettuccio”, ovvero cio' che ci portiamo dietro senza voler guarire, senza voler abbandonare nonostante sia sporco e da buttare.
Non è stato facile per noi animatori, ma i ragazzi si sono dimostrati interessati e questo ci ha permesso di concretizzare la parola.
Una volta al mese, per un sabato e una domenica, portiamo i ragazzi in ritiro appunto per la catechesi dei sette segni. È un modo anche per creare comunità e venire sempre più in contatto con loro.
Inoltre ci vediamo settimanalmente alla Messa dei ragazzi il sabato pomeriggio….si sembrerà strano ma per noi la Messa principale è il sabato pomeriggio. Poi due volte al mese facciamo una cena tutti assieme nelle nostre case….cena che diventa formativa in quanto incntro e scontro su tematiche tipo: responsabilità, maturità cristiana, accoglienza dell’altro e la sua diversità diventano il nostro cibo fino a mezzanotte…..

Michele e Elena Santiccioli

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